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Parco Naturale Sciliar-Catinaccio

Antiche culture e tardiva consapevolezza

Un mondo, come creato dalla magia. Un mare di piante, come in nessun altro luogo nelle Dolomiti. Animali, di una varietà antichissima. Una splendida passeggiata tra i pascoli d’alta quota, un bagno ai piedi nel torrente di montagna, un’escursione da favola tra le alte rocce: nel Parco Naturale Sciliar-Catinaccio tutto questo è possibile, per chi nella natura trova il proprio benessere.
Il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio, istituito nel 1974, si estende su una superficie complessiva di 6.796 ettari. Quest’area comprende anche l’ampliamento del 2003, che aggiunge al territorio protetto parte del Gruppo del Catinaccio. Con la zona di tutela paesaggistica dell’Alpe di Siusi (altri 6.917 ha) il Parco forma un’area naturale unitaria. Anche i boschi attorno a Tires, a Fié e a Siusi, nonché la Val Ciamin rientrano nell’area protetta. Montagna simbolo del parco sono il Catinaccio e lo Sciliar.
La bellezza, varietà e al tempo stesso singolarità di questa terra sono straordinarie ed invogliano chiunque a passeggiare, arrampicare, riposare e godere di questa splendida natura che ci circonda.

 
Il concetto
I parchi naturali hanno una grande importanza; sono preziosi dal punto di vista ecologico, scientifico ed educativo, regalando la possibilità di vivere l’esperienza di un contatto diretto con la natura.

Il concetto si basa su poche e chiare direttive:

  1. Creare uno stimolo per una nuova comprensione della natura e per un comportamento responsabile.
  2. L’attività agricola tradizionale viene mantenuta – sempre che risulti in armonia con la natura e l’ambiente.
  3. Gli insediamenti permanenti sono estromessi dal parco naturale.
  4. Non è consentita:

- qualsiasi attività edilizia (ad eccezione delle strutture per le attività agro-forestali);
- la costruzione di linee aeree, miniere, cave di ghiaia;
- l’utilizzazione di acque per scopi idroelettrici od industriali.

I parchi naturali dell’Alto Adige conservano la varietà del paesaggio alpino con torbiere, laghi, malghe, boschi e la loro flora e fauna.

 
L'ubicazione

Le silouette del Catinaccio e dello Sciliar sono considerati degli emblemi dell’Alto Adige. Qui, dove lo Sciliar ed il Catiniccio scrutano autorevoli la profonda gola della Val d’Isarco, le Dolomiti raggiungono le loro estreme propaggini occidentali – e come si addice ad un potente principe dei monti, lo Sciliar ed il Catinaccio  sorgono e regnano su un basamento costituito da più livelli.
Ad un altitudine media di 1.000 m sul livello del mare, la media montagna (con Tires, Fié e Castelrotto) costituisce lo zoccolo di base. Quasi mille metri più in alto, sul suo fianco settentrionale, è adagiata l’Alpe di Siusi, che appare come un verde e morbido cuscino, su cui poggia il massiccio dello Sciliar, con la sua sommità cinquecento metri di quota piú in alto.

 

L’uomo e il parco - Storia e leggenda

La zona di media montagna situata di fronte allo Catinaccio e lo Sciliar con Tires Fié, Siusi e Castelrotto è ricca di insediamenti preistorici. Ritrovamenti presso Tires, Umes ed Aica di Fié dimostrano che questa zona, particolarmente soleggiata, dall’età del bronzo fino ai giorni nostri è stata permanentemente abitata. Il reperto più prezioso della zona è “la spada di Castelvecchio”, rinvenuta all’interno del territorio del parco naturale, ai piedi dello Sciliar. L’altipiano dello Sciliar veniva frequentato dall’uomo già nell’era preistorica. Ciò è testimoniato dal ritrovamento di alcuni vasi presso il monte Castello e sulle pendici dei Denti di Terrarossa. Nella rocca selvaggia di Castelvecchio, le cui rovine sono ammirabili ancor oggi, visse nel tardo medioevo il cantore Oswald von Wolkenstein.

Generazioni di alpinisti ebbero come scuola le pareti dello Sciliar e del Catinaccio, ed il Rifugio Bolzano, allora chiamato solamente con la denominazione tedesca “Schlernhäuser”, divenne già, cent’anni or sono, un punto cardine nella tradizione alpinistica dell’Alpenverein Südtirol (equivalente del Club Alpino in Alto Adige). Sui pendii dell’Alpe di Siusi, i primi pionieri dello sci tracciavano le prime scie, mentre i precursori del turismo già creavano i primi impianti di risalita. Sempre più, e sempre più in fretta si impossessò l’uomo di queste meravigliose montagne. Solamente all’inizio degli anni settanta, con il piano paesaggistico, venne imposto il primo freno allo sviluppo dell’Alpe di Siusi. Tra forti proteste, al traffico veicolare e all’attività edilizia vennero posti dei limiti e l’area dell’alpe rimasta ancora intatta posta sotto tutela, all’interno del primo parco naturale alto atesino. Gli agricoltori videro minacciata la propria esistenza da restrizioni alla loro attività, i cacciatori temettero il divieto di caccia, i gestori turistici videro andare in fumo nuovi progetti di costruzione di alberghi e di impianti di risalita ed i turisti calarono. Eppure, solamente qualche anno più tardi, il comune di Fié (Tires nel anno 2003) fece domanda per l’ampliamento del parco naturale.
 
Centro Visite

A Tires, in località Bagni di Lavina Bianca, all’imbocco della Val Ciamin, si trova il Centro Visite del Parco Naturale dello Sciliar-Catinaccio.
Il centro informativo ha sede nell’antica „Segheria Steger“, un raro esempio ancora conservato di segheria idraulica alla veneziana. L’edificio è stato ristrutturato di recente e la segheria resa nuovamente funzionante per scopi dimostrativi.
All’interno della struttura è possibile ammirare la segheria ed il ricovero del segantino, testimoni delle antiche tradizioni artigiane e culturali della zona. Il Centro Visite fornisce inoltre svariate informazioni sul territorio del parco, sviluppandone in particolare l’aspetto geologico con l’ausilio di appositi pannelli ed un breve filmato, che si propone di avvicinare anche i piccoli visitatori all’affascinante mondo della geologia delle Dolomiti.

Indirizzo:

Centro Visite Parco Naturale dello Sciliar, “Steger Säge – Segheria Steger”
San Cipriano 81, località Bagni di Lavina Bianca, Tires (all’imbocco della Val Ciamin)
Tel.: 0471 - 642196

Naturparkhaus
 
La flora
 
Rispetto ad altre zone dolomitiche, nel Parco Naturale dello Sciliar e del Catinaccio, si trovano, anche su superfici limitate, un gran numero di specie vegetali. La causa di ciò va ricercata nella ricchezza dei terreni e nella posizione centro-alpina. Inoltre qui si incontrano i confini di espansione delle specie vegetali delle Alpi orientali e di quelle occidentali. Le cime e le pareti dello Sciliar e del Catinaccio si sono sempre erette oltre il ghiaccio, anche nel periodo delle glaciazioni più imponenti. E’ per questo che singole piante, chiamate “endemiche” sono potute sopravvivere all’era glaciale.In questo contesto vanno citate la campanula di Moretti, che cresce nelle fessure delle nude pareti rocciose ed il magnifico raponzolo chiomoso.La notevole attività turistica dell’Alpe di Siusi e l’impiego di fertilizzanti negli ultimi decenni hanno fortemente danneggiato la flora. La zona alpina dello Sciliar, Catinaccio e della valle di Ciamin è comunque rimasta in gran parte intatta.

Le prime piante a fiorire sono le graziose soldanelle, la sassifraga oppostifolia, gli anemoni ed il croco.

Blumen im Naturpark
 

Un paradiso per l’uomo e per gli animali

Come primo e quindi più vecchio dei parchi naturali in Alto Adige, il Parco Naturale dello Sciliar-Catinaccio comprende il l’omonimo massiccio dello Sciliar, parte dell’Alpe di Siusi, la Val Ciamin ed il Catinaccio rientrante nel comune di Tires.
Qui è ancora possibile incontrare camosci, marmotte e l’aquila reale nel loro ambiente naturale.
A differenza dei parchi nazionali, all’interno dei parchi
naturali alto atesini la caccia è consentita e regolata come nel resto del territorio provinciale.
Vi è gia capitato di camminare lungo un torrente dalla formazione carsica?
Il torrente Ciamin ce ne offre un tipico esempio. A monte il rio sgorga energico e scorre lungo il suo corso, poi sparisce improvvisamente nelle profondità della roccia, lasciando dietro di sé il letto asciutto, per poi risgorgare più a valle ancora più rigoglioso. Quasi all’imbocco della valle si congeda nuovamente, scomparendo nell’affascinante Gola di Ciamin, la cui risalita è riservata ai più coraggiosi.
All’incontro tra le valli di Ciamin e del Vajolet si erige in alto su di una cresta rocciosa, il cosiddetto „Gschpreizte Mandl“ (omino dalle gambe tese, divaricate), opera di acqua e vento, che erodendo la roccia la hanno perforata dando forma a quest’insolita figura.
Camminando in direzione dell’Orsara (Bärenfalle), si passa a fianco del cosiddetto Tschetterloch. Qui si trova una sorgente all’interno di una gola, ritenuta in epoca antica luogo sacro e della quale ancor oggi si racconta funga da dimora per gli spiriti.
Degni di interesse sono gli antichissimi tassi (taxus baccata) dell’Orsara. Un albero di sesso maschile ed uno di sesso.

Tiere im Naturpark
 

 

 

 

 

 

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Dolomiti - Patrimonio naturale dell'umanità UNESCO
 

 

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Tschoger-Hof - Famiglia Pircher - Oberstraße 3- 39050 Tires al Catinaccio - Telefono 0471/642297 - Cellulare 348/5652695
           
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